APPUNTI:10 ERRORI DA EVITARE IN FOTOGRAFIA

Qualsiasi pubblicazione o corso di fotografia, comincia con l’enunciare gli errori più comuni da evitare ed i consigli per scattare delle foto ben riuscite e godibili. Molti di questi errori sembrano banali, ma se analizziamo le nostre foto scopriremo, con una certa sorpresa, che di certo siamo incappati anche noi in qualcuno di questi. Ritengo plausibile, che si possa anche “sbagliare” intenzionalmente, con intenti artistici o di sperimentazione, ma comunque è bene sapere che ci sono cose dal quale non si può prescindere ed errori da evitare assolutamente.
1) ORIZZONTE STORTO: questo è il primo errore del principiante ed è universalmente disapprovato da chiunque guardi una foto con un occhio un pò più critico. In realtà bisogna cercare di tenere l’orizzonte dritto mentre si scatta, tuttavia se proprio dovesse “pendere” si dovrà comunque subito provvedere a “raddrizzare” con un leggero ritocco in Photoshop (strumento righello) o in un’ altro programma simile.
2) COMPOSIZIONE: ci sono mille piccoli trucchi per rendere una composizione più interessante, di certo il punto principale è: evitare come la peste di mettere i soggetti al centro della foto. Ecco altri suggerimenti:
A) è preferibile pensare alla foto come attraversata da un griglia immaginaria di due x due linee, che si intersecano a croce formando 9 quadrati (REGOLA DEI TERZI) ;
i punti dove l’occhio cade per primo sono le “intersezioni” delle croci, quindi è bene cercare di far coincidere con queste intersezioni il punto di interesse del soggetto (occhi, teste, visi. spigoli, figure etc.), per donargli rilievo.Anche nel caso di un orizzonte ad esempio, preferibilmente non bisogna farlo “passare” per il centro della foto, ma in prossimità della linea di intersezione delle croci superiore o inferiore (ovvero ad 1/3 o 2/3 della foto), a secondo che si voglia evidenziare di più il cielo o la terra.
B) non affollare la scena; meno soggetti o cose ci sono nella foto più c’è la possibilità di metterne qualcuno in evidenza.
C) creare dei punti di interesse; spesso vediamo bellissimi paesaggi, mari sterminati, deserti etc. senza alcun oggetto o figura che attragga il nostro sguardo, non va quasi mai bene, tranne che per pochi geni della fotografia, poichè in questi casi la foto risulta troppo anonima e priva di interesse.
D) utilizzare punti di vista non usuali; questo è un utile trucco per far sembrare, come straordinarie ai nostri occhi, cose usuali. Se fotografiamo un fiore dall’alto, così come lo vediamo tutti i giorni, ci sembrerà banale, ma se lo fotografiamo da una prospettiva differente ad esempio lateralmente, ci sembrerà qualcosa di totalmente nuovo. Un palazzo ripreso dall’alto anzichè dal basso, come lo vediamo ogni giorno, ci sembrerà qualcosa di nuovo ed interessante.
E) utilizzare le fughe; ovvero utilizzare linee (ad esempio viali, strade, etc.) che “conducano” l’occhio dal bordo della scena verso il centro, vedrete che questo risulterà, una volta acquisita come tecnica, un ottimo modo di rendere una foto davvero interessante.
3) FIGURE TAGLIATE: spesso capita di vedere foto di soggetti a figura intera tagliati nei modi più strani…senza piedi, senza un braccio, tagliati a metà o chissà cos’altro. In generale è preferibile non tagliare, ma se proprio la composizione della foto lo impone (ad esempio un mezzo busto), è preferibile farlo in modo “armonioso” ad esempio tenendosi lontani dalle giunture (gomiti,ginocchia,polsi etc.). Dovendo “tagliare” un braccio facciamolo al centro del braccio o dell’avambraccio tenendoci lontano dalla giuntura del gomito o del polso.
4) SFONDO E STRANI OGGETTI CHE SPUNTANO DALLE FIGURE: altro errore tipico, il palo che esce dalla testa della figura, un tetto che fa da copricapo…in realtà questo si inquadra nell’ambito del curare lo sfondo. Molto spesso facciamo attenzione ai soggetti in primo piano, ma poi scopriamo che lo sfondo è davvero pessimo. Per poter evidenziare un soggetto è preferibile tenere lo sfondo il più semplice possibile. Evitiamo (a meno di non voler riprendere scene particolari) cavi dell’alta tensione, pali, costruzioni fatiscenti etc.Un escamotage potrebbe essere, in particolari situazioni, di sfocare lo sfondo aprendo al massimo il diaframma dell’obiettivo (aperture 1.4, 1.8, 2.8) riducendo drasticamente la “profondità di campo” (PDC).
5) PROSPETTIVA DISTORTA: questo è un punto delicato; il fatto è che fotografando palazzi, grattacieli, monumenti dal basso inevitabilmente vengono a crearsi linee non dritte, che si restringono verso il cielo, creando il più delle volte dei “rombi”. Ciò è considerato un errore ed il più delle volte lo è; a mio parere però, quindi chiaramente non condivisibile, in determinate situazioni artistiche, le distorsioni se e solo se sono armoniose, non ci stanno male. Comunque in generale è preferibile raddrizzare le linee delle distorsioni e degli “effetti barilotto” (problema evidente, il più delle volte, nelle ottiche di minor valore), onde evitare critiche. L’operazione è piuttosto semplice in Photoshop o in altri programmi di fotoritocco.
6) CONTROLUCE e FLARE: Molti dicono che non bisogna scattare con il sole di fronte. Eppure ci sono situazioni nelle quali lo si fa volutamente e con ottimi risultati (vedi le silhouette, i tramonti, etc.), ma in questi casi bisogna fare attenzione alla sottoesposizione. Con il sole di fronte la macchina il più delle volte non riesce a calcolare la giusta esposizione a causa dell’eccesso di luce in alcune zone della scena, quindi succede di avere foto molto scure dove non si distingue granchè. Si può tentare di regolare l’esposizione a mano o provare una rilevazione spot sul soggetto principale; in alcuni casi si può provare a sovraesporre di 1/2 o uno stop e riprovare finchè non si raggiunge la giusta esposizione oppure utilizzare un flash come luce di fill-in sul soggetto principale. In generale quando si ha il sole di fronte, ma a volte anche lateralmente bisogna fare attenzione ai riflessi (FLARE), che si presentano come dei lampi di luce nella foto e che possono essere combattuti con i paraluce da montare davanti agli obiettivi.
7) IMMAGINE MOSSA: Il problema può presentarsi in varie situazioni, ma in particolare con tempi di scatto lunghi che determinano una foto poco nitida. Il problema è legato ai movimenti delle nostre mani che determiniano micromosso, al movimento dei soggetti nella scena ed a vari altri fattori. Quando si può è preferibile sempre usare un treppiede, ma se non è possibile bisogna innanzitutto scattare con tempi rapidi. La regola generale vuole di scattare con tempi almeno equivalenti al reciproco della lunghezza focale dell’obiettivo. Ad esempio con un obiettivo di 200mm, il tempo minimo per una immagine non mossa è di 1/200. Se si possiede uno stabilizzatore è necessario attivarlo.
8 ) IMMAGINI SFOCATE: questo problema si presentava maggiormente quando la messa a fuoco era manuale. Tuttavia anche i veloci autofocus moderni a volte “falliscono” per problemi di scarsa illuminazione o a causa di soggetti in movimento troppo veloci. Inoltre, per assurdo, ancora oggi, è meglio utilizzare la messa a fuoco manuale quando ci sono elementi grafici ripetitivi, superfici specchiate, riflessi o se si vuole mettere a fuoco un soggetto in secondo piano attraverso altri elementi che si trovano in primo piano, quali una rete, delle sbarre o altro.
9) IMMAGINI SOVRAESPOSTE: è un errore gravissimo ed il più delle volte irrecuperabile. Avviene quando “bruciamo le alteluci”, ovvero facciamo entrare troppa luce nell’obiettivo o per troppo tempo. L’immagine risulta troppo chiara, con i colori slavati e peggio di tutto abbiamo perso dettagli irrecuperabili nelle zone di luce forte. Quindi in taluni casi dove l’esposizione è difficile poichè vi è molta luce, è preferibile scattare in RAW con una leggera sottoesposizione, che può poi essere corretta tranquillamente in fase di sviluppo del file “grezzo” senza perdere dettagli.
10) BILANCIAMENTO DEL BIANCO: significa far apparire il bianco come bianco e senza dominanti di altri colori. E’ un problema non più gravissimo con le attuali reflex digitali. Sarà sufficiente scattare in RAW per poter poi in fase di post correggere eventuali dominanti di colore dovute all’illuminazione della scena. In generale scattando in automatico in esterno si attengono quasi sempre buoni risultati. Il problema lo si ha di più in interno, in special modo con le luci al tungsteno o con le luci al neon dove si ottengono il più delle volte scene rispettivamente con dominanti arancioni e blu/violacee. Tuttavia con i programmi allegati alle macchine digitali o con CAMERA RAW di ADOBE è facile provvedere trovando la giusta “temperatura” (espressa in gradi Kelvin) affinchè il bianco diventi bianco e tutta la scena riacquisisca il giusto colore.

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